Storia di una Cam Girl


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Chi ero







Piacere, mi presento: sono una cam girl.


Si, sono una di quelle diaboliche, spregiudicate, disinibite e spudorate donne che si esibiscono in webcam per soldi.

Immagina una ragazza bellissima, alta, bionda e con gli occhi azzurri: ebbene, non sono io.

Sono carina ma non bella, sono intelligente ma non così tanto da poter tentare di cambiare il mondo.
Però in compenso ho cambiato la mia vita.



Ho cominciato a lavorare quando avevo 16 anni. Facevo le stagioni estive per aiutare i miei a pagare i libri di scuola.
Sono una persona molto volenterosa e la fatica non mi spaventa.
Ho fatto il lavapiatti, l'aiuto cuoco, ho lavorato per una ditta di pulizie, ho fatto l'animatrice in un villaggio turistico, ho lavorato come cameriera in un hotel, ho fatto la promoter nei centri commerciali, ho lavorato in un call center, ho lavorato in una pescheria, ho venduto fiori nei mercatini e tanto altro ancora.
Molti di questi lavori, ahimè, svolti in nero.

Ci sono tanti particolari dolorosi che mi tornano in mente quando penso alle mie esperienze lavorative, il mio primo lavoro, per esempio.

Non stavo nella pelle al pensiero di avere il mio primo stipendio.
Passa un mese, e niente. Ne passano due, e niente.
Essendo io timida e inesperta, mi vergognavo di chiedere spiegazioni (Mi vergognavo io!! Roba da matti!!).
Finalmente mi decido, e chiedo tutta tremante quando avrei potuto avere il compenso pattuito.
Devi sapere che bisogna sempre preoccuparsi quando a una tal domanda si riceve una risposta che comincia così: "Sai, cara...noi siamo come una grande famiglia..."
Cominciò a spiegarmi di come le vendite non andassero a gonfie vele, di quante responsabilità e costi avesse il suo negozio, e così...a momenti mi faceva sentire in colpa per avergli fatto quella domanda.
Ma il mio senso di colpa finì nel momento in cui, terminata la stagione estiva, terminò pure la speranza di ricevere i miei sudati soldi.

Non furono tutti così, ovviamente. Gli altri mi pagarono, ma
in linea di massima ho sempre subito delle ingiustizie: straordinari non pagati, umiliazioni, etc...

L'ultimo lavoro andava abbastanza bene. Mi pagavano, ma
avevo uno stipendio di 1100 euro al mese.
A parte la stanchezza fisica dovuta al lavoro, c'era quella mentale che era molto più pesante da sopportare.
La mia vita era diventata un bunker senza via d'uscita.
Lavoravo per vivere, e vivevo per lavorare.
I soldi bastavano a malapena per affitto, bollette e spesa
.

Una delle situazioni più brutte (e provo ancora rabbia e frustrazione solo a pensarci) è quando convivevo con il mio ex fidanzato.
Le cose tra noi non funzionavano più da un bel pezzo.
Un bel giorno...ho scoperto che mi tradiva con una sua collega.
Ebbene, ci sono voluti due mesi per far si che non vivesse più sotto il mio stesso tetto, puramente per questioni economiche.
Non avevo soldi per prendermi un altro appartamento in affitto. Me lo sono dovuto sopportare per due interi mesi, a lui e alla sua faccia da...traditore.
Se mi fosse capitato oggi, nel momento stesso in cui lo avessi scoperto, me ne sarei andata via.
Ma quando non hai i soldi, non hai diritto nemmeno di arrabbiarti.

Non ho mai avuto delle grosse esigenze, e ho sempre avuto un basso tenore di vita.
Non andavo quasi mai dal parrucchiere o dall'estetista, preferivo arrangiarmi da sola a casa. BUGIA!!! Non è vero che preferivo così!!

A chi non piace farsi massaggiare la testa da mani esperte, e rimirarsi di fronte a uno specchio scoprendo una messa in piega che da sole non riusciremmo mai a farci nemmeno facendoci venire il bicipite infiammato a furia di fare contorsioni con il phon?

A scuola ci insegnano che si legge da sinistra verso destra. Non era così le rare volte che andavo in un ristorante.
Quando il cameriere mi portava il menù, prima leggevo a destra la colonnina dei prezzi, dopodichè decidevo cosa prendere. Ovviamente o un primo, o un secondo.
Tant'è vero che tornavo sempre a casa che avevo ancora fame...

Quando entravo in un negozio d'abbigliamento, non era mai perchè vedevo in vetrina un vestito che potesse piacermi, ma soltanto perchè vedevo la scritta SALDI a caratteri cubitali.
I miei gusti erano talmente condizionati dal fattore economico, che se un vestito mi piaceva ma il prezzo era troppo alto per me, in automatico smetteva di piacermi...mi autoconvincevo che non era fatto per me.

Vivevo con il terrore che potesse venirmi un mal di denti improvviso, o di prendere una multa inaspettata, o di ricevere una bolletta più salata rispetto al solito.

Io ero la classica brava ragazza. Diligente, onesta, gran lavoratrice, sempre disponibile per tutti, davo il massimo di me stessa in tutte le situazioni.
Eppure ero infelice
.

Mi chiedevo "Ma è tutta qua la vita? Possibile che io non mi meriti di più?"

I soldi non fanno la felicità, certo. E infatti per me, il fatto stesso di dover pensare sempre ai soldi, era una cosa che non mi apparteneva.
Ma è proprio questo che succede, a chi ne ha pochi: diventano una fissazione, vivi con quel chiodo fisso. Penso che accada lo stesso anche a chi ne ha troppi.

Ma è quando ne hai il tanto giusto e un pochino di più, che smetti di pensarci.

A chi non piacerebbe vivere senza la paura di una spesa improvvisa?
A chi non piacerebbe togliersi qualche sfizio ogni tanto?


Certo, è giusto che qualche desiderio resti irrealizzato.
Non tutti possiamo permetterci il Ferrari e un appartamento a Parigi.
Però è bello potersi permettere quelle piccole cose che ti danno soddisfazione, qualche bel vestito, un abbonamento in palestra, qualche comodità in più in casa...ma soprattutto, riuscire a mettersi da parte qualcosa ogni mese.

Era questo che io desideravo, perchè quella non era la mia vita. Le mie abitudini, i miei stessi gusti, i miei pensieri, dipendevano da quello che guadagnavo; non perchè io fossi una persona a cui piace pensare costantemente ai soldi, ma perchè ne ero costretta dai problemi della quotidianità.

E' così che io vivo oggi, senza più preoccupazioni legate ai soldi. Non posso dire di essere più felice rispetto a prima (Più viziata si, senz'altro), però sono fiera di dire che se oggi mi capitasse di essere infelice, non sarebbe più per motivi puramente materiali.

Vuoi scoprire come ho fatto a cambiare la mia vita? Non vedo l'ora di dirtelo...tieniti stretta, e
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